Elide Maria Taviani

21 anni

 

21 anni si compiono una volta sola.

Come tutti gli anni, del resto.

Ma per i 21 era un compleanno speciale, la maggiore età.

Li ho compiuti in un luogo incredibile: un villaggio nel sud del sud, un luogo che, come disse una volta mia figlia, conosciamo soltanto noi, Curanilahue.

Una miriade di catapecchie, arrampicate lungo i cerros sulle pendici delle Ande, congiunte da sentieri sterrati che salivano dritti e scivolavano giù fango e qualche baracca ad ogni pioggia.

Il piccolo centro pianeggiante era attraversato dalla ferrovia.

Due volte al giorno passava un trenino, più trenino del Merklin che avevamo da bambini, sbuffava fumo di carbone che spargeva dappertutto; non c’era oggetto o pianta che non fosse ricoperto da una sottilissima polvere nera.

Di carbone era anche la miniera, destino e condanna per quasi tutti gli uomini del posto, un carbone scadente che stava già per esaurirsi.

Quel giorno di fine agosto per me era un giorno speciale. Maria saltellava intorno, con quello stile stupendo da cavalletta che hanno certe bimbe intorno ai tre anni, annunciandomi la sorpresa di una torta che doveva essere un segreto.

Del menù, oltre alla torta, non ho memoria; ricordo però che per l’occasione fu tirata fuori una delle ultime scorte di carne di quei giorni difficili.

Quindici giorni dopo il golpe.

La paura divenne terrore

rabbia

fughe.

Di notte l’eco degli spari

di giorno il volo basso degli aerei.

Gli arresti

le perquisizioni

i primi desaparecidos

i morti.

Quell’11 settembre “Johny prese il fucile”, ha scritto Sepulveda, lo fece nello strenuo tentativo di difendere il compagno Presidente, fu ferito e poi preso verso le due del pomeriggio.

Nel gelo dei due giorni successivi, mentre noi tenevamo il fiato sospeso, appesi alle radio straniere, scrutando strani movimenti sul cerro del cimitero, dove non seppi mai se si fossero accampati militari o resistenti, nei pressi di Santiago Johny veniva massacrato.

Le sue ossa sono poi state ritrovate

insieme ad altre

a pezzi

anche minuscoli.

Il 13 settembre a Curanilahue arrivarono i militari dal nord del paese e i Carabineros locali uscirono dalla caserma dove si erano asserragliati.

Anche da noi le mitragliette puntate

gli arresti

le uccisioni

le torture.

Quel giorno Johny, stremato, morì.

Aveva appena compiuto 21 anni.

Anch’io avevo 21 anni

appena compiuti

finché avrò anni voglio ricordare

e non smettere mai di raccontare.

 

Elide M. Taviani, mamma, nonna, maestra e formatrice, è stata molti anni Vice presidente dell'ASAL (Organizzazione Non Governativa di Cooperazione e di Educazione allo Sviluppo); attualmente è membro del direttivo dell’Opera Nazionale Montessori.

Ha viaggiato molto, soprattutto in America Latina dove ha vissuto alcuni anni. Ha pubblicato numerosi articoli di educazione e non solo, fra i suoi volumi: Il mondo nella scuola (Roma 2001), Guida all'informazione dal Sud (Roma 2003), Educazione ai Diritti: un viaggio attraverso il continente Latinoamericano (Roma 2007).

Nel 2010 con la casa editrice De Ferrari ha pubblicato Sulle orme di Maria. Storie di donne di qua e di là dal mare, racconti in prosa e prosa poetica.