Presentazioni Anterem 100 e prossimi libri

Presentazioni Anterem 100 e prossimi libri

 

Ospiti di “Una scontrosa grazia” l’8 maggio, e di Bologna in Lettere” il 22, abbiamo avuto il piacere di presentare Anterem 100 e i primi tre libri che saranno pubblicati dalla rinnovata casa editrice.

Ringraziamo gli organizzatori per l’invito a questi due eventi in diretta. Per chi volesse fruirne in differita pubblichiamo il video presente su YouTube e il link alla pagina Facebook per lo streeming:

 

https://www.youtube.com/watch?v=naBMJKDhy3M



https://www.facebook.com/watch/live/?v=507380240294493&ref=watch_permalink

Francesco Bellomi per il “Montano” 2020

Francesco Bellomi

Con molto piacere presentiamo i brani musicali, ispirati dai vincitori dell’edizione 2020, che Francesco Bellomi ha composto ed esegue al pianoforte. La speranza è quella di poterli ascoltare anche “dal vivo”. Ricordiamo che l’edizione 2021 è in corso e scade il prossimo 30 aprile.




per Federico Federici




per Angela Passarello




per Italo Testa




per Anna Chiara Peduzzi



La collaborazione del compositore con il “Montano” e il Forum Anterem dura da tantissimi anni. Francesco è non solo colonna sonora, è colonna tout court di tutte le nostre manifestazioni.

Un onore, Maestro.

Lorenzo Montano europeo

Lino Cattabianchi, sul settimanale "Verona fedele" dell'11 aprile scorso, disegna un esauriente ritratto dell'avventura umana e letteraria di Lorenzo Montano.

Scarica il documento in formato PDF

Premio Lorenzo Montano 2021

Risposte alle domande più frequenti sul 35° "Montano"

  • Eventuali opere in lingue dialettali vanno accompagnate da traduzione in italiano;
  • I vincitori delle precedenti edizioni possono partecipare alle sezioni in cui non sono stati premiati;
  • Possono essere inviate opere già mandate in precedenti edizioni purché non vincitrici;
  • Con una sola quota è possibile partecipare a tutte le sezioni;
  • Ogni concorrente finora giunto ha ricevuto conferma di ricezione. Chi non l’avesse avuta, pur avendo inviato, è pregato di contattare la segreteria: premio.montano@anteremedizioni.it;

La scadenza è fissata alla mezzanotte del 30 aprile 2021.

Bando_Montano_35a_edizione.pdf

Buon lavoro a tutti

Il 5 per mille ad Anterem

A Lei che ama la poesia, la filosofia e l'arte

 segnaliamo un'importante opportunità, offerta dalla Certificazione Unica 2021

 

5x1000 ad anterem

Un'informazione preziosa

La Finanziaria ha riconfermato la possibilità per i singoli contribenti di destinare sulla Certificazione Unica 2021 il 5 per mille della propria IRPEF direttamente all'Associazione Anterem con la dichiarazione dei redditi del 2020.

Tale possibilità ha lo scopo di permettere ad Anterem di ottenere - con la solidarietà diretta di chi è vicino alle forme della bellezza e del pensiero - quei finanziamenti che le Istituzioni pubbliche normalmente non prevedono.

Un'ulteriore opportunità

Destinando ad Anterem il Suo 5 per mille, Lei contribuirà a realizzare gli obiettivi dell'associazione - promuovere lo sviluppo della ricerca poetica e della riflessione filosofica ed estetica - senza alcun aggravio delle imposte.

Come fare

Lei potrà esprimere il Suo sostegno ad Anterem apponendo la Sua firma nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi - là dove si prevede il sostegno delle organizzazioni senza fini di lucro - e indicando nello spazio sottostante il nostro codice fiscale:

01797120233

Per ulteriori chiarimenti: ranieri.teti@anteremedizioni.it

Carte nel vento - Marzo 2021, anno XVIII, numero 50

ANTEREM
RIVISTA DI RICERCA LETTERARIA
 
Carte nel vento n. 50

Carte nel Vento

periodico on-line 
del Premio Lorenzo Montano

 


Questo numero esce “per tenere accese le lucciole”, per “prendere la poesia sul serio”, per raccontare le cose che “arrivano, si raggrumano nell’inchiostro, poi ci abbandonano, poi ritornano”: sono frasi contenute nei primi tre interventi, di Cristiana Panella, Beppe Sebaste e Mara Cini.

Per merito della cura e della sensibilità poetica di Cristiana Panella, siamo lieti di proporre, per la prima volta in Italia, un’opera di Christophe Manon.

Il Premio Lorenzo Montano del 2019, per l’edito, è stato vinto da Beppe Sebaste. Non essendo stato possibile effettuare una premiazione in presenza, pubblichiamo una sua lettera inviata alla giuria e la risposta di Mara Cini; a corredo, una scelta di testi tratti da “Come un cinghiale in una macchia d’inchiostro”, Aragno 2018, le note critiche di Mara Cini e Rosa Pierno, il brano musicale composto per il libro da Francesco Bellomi.

Questo numero contribuisce a ricordare (succederà anche nelle prossime tre uscite) l’edizione 2019 del “Montano”, grazie ai poeti e prosatori che vi hanno partecipato, tutti introdotti dalla giuria: abbiamo il piacere di presentare, con le loro vive voci, Sonia Ciuffetelli, Lia Cucconi, Daria De Pellegrini, Paola Silvia Dolci, Ugo Mauthe, Tommaso Meozzi, Stefano Modeo, Alberto Mori, Alessandra Paganardi, Angela Passarello, Sandro Pecchiari, Antonio Pibiri, Rossella Pretto, Francesco Sassetto, Massimo Viganò.

Notevole è il numero degli autori finora pubblicati su “Carte nel vento”: rappresentano la storia del “Montano”. Ancor più notevole è la qualità di molti interventi. La storia di questo premio così longevo è stata scritta nel corso degli anni dai poeti e dai prosatori che lo hanno attraversato. 
L’edizione in corso, la 35^, porterà nuove pagine da raccontare, scarica il Bando della 35a edizione

In copertina: Mario Fresa, “Passaggio” (2009); olio, carta e inchiostro

Ranieri Teti

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Susanna Mati: Per Flavio Ermini, “Edeniche. Configurazioni del principio”

Susanna Mati

Per Flavio Ermini, “Edeniche. Configurazioni del principio”

Moretti & Vitali, 2019

Edeniche di Flavio Ermini


La scommessa del rischioso dialogo tra filosofia e poesia si svolge da sempre, nell'opera di Flavio Ermini, lungo una strada impervia e ripidissima: la strada "verso la lingua primigenia dell'umanità, verso la parola originaria, ante rem" (p. 13). Ante rem è anche la parola chiave per penetrare in questa nuova raccolta di poesie, Edeniche, che procede a partire da quella forma di separazione che è l'inizio del tempo, anzi, come Ermini si esprime, il subire l'ingiustizia del tempo; o, per utilizzare invece il linguaggio della scienza, la caduta nello spazio-tempo, in questo tutt'uno al di là del quale risiede solo l'impensabile e indicibile mancanza di svolgimento e differenza. Ermini accenna dunque a questo non-luogo e non-tempo, a questa scena senza momento, con un linguaggio inflessibilmente alto, tenuto sempre sul registro massimamente elevato, e anche astratto; una poesia consapevolmente filosofica nel cui ductus s'impongono e s'imprimono con forza alcune immagini: lo zoo di pietra, l'erta del castello in aria, la rupe delle ali, l'ingannevole deserto, il giardino conteso, ma anche la terra dei petali e delle foglie e gli alberi fioriti per errore.

Una poesia, dunque, in cui l'utilizzo costante del lessico della filosofia occidentale, dei suoi lemmi fondanti, viene però sottoposto a uno straniamento poetico, nel quale insieme perde e acquista sensi. Perde la specificità tecnica, la designazione, l'attribuzione a un soggetto; acquista un'eco, una risonanza, un'ampiezza d'onda, una vasta impersonalità che si vuole quasi archetipica. Se si dovesse definire Edeniche con una sola formula, la si potrebbe chiamare una riflessione su ciò che si configura, fin dalle citazioni di Aristotele e di Simplicio che aprono il volume, come natura e come indefinito, temi cari alla poesia filosofica di sempre (basti pensare a Leopardi). Ma appunto, tutto questo riesce a rimanere qui suggestione poetica e intramatura, non discorso concatenato e dimostrativo: non logos, bensì mythos. "Quell'aurora che prende il nome antichissimo di natura" (p. 11): se la finitezza è differenza e dolore, questa poesia tenta il risalimento vertiginoso verso ciò che (perlomeno nell'immaginazione) precederebbe questo stato di separatezza. Il compito della poesia, dunque, secondo Ermini, è quello massimo possibile: "la riunificazione" (p. 12). Pur se fosse sempre mancante. Il linguaggio, infatti, è anche dolore: è il dolore della differenza, è indice di separazione; per questo Ermini cerca, "desituandoci dalle nostre abitudini cognitive" (p. 18), un linguaggio precategoriale, quel "pullulare pregerarchico delle parole possibili che premono dietro ogni parola nominante" (p. 12).

Importante è, in quest'ottica, il richiamo alla "fratellanza tra tutti gli esseri del mondo" (p. 10), di tutti i mortali. "L'essenza delle piante e del vento è la stessa" (ivi), scrive Ermini, il nostro essere è un essere-nella-natura; disoccultare significa "restituire all'indistinto ogni singolo vivente" (p. 21). La responsabilità di accorgersene e di agire in tale direzione ricade sui "figli della terra"; solo così sarà possibile superare la visione individualistica, egoistica, antropocentrica: è questo approdo di ritrovata indistinta comunanza, questo luogo d'intersezione di tutto con tutto, ciò che forse una volta è stato, nell'imperturbato pleroma divino o nel nocciolo densissimo del Big Bang, l'Eden del titolo.

Questa recensione è uscita su “L’Indice” di febbraio 2020

Flavio Ermini: “Edeniche”

Copertina del libro Edeniche di Flavio Ermini

Edeniche, il nuovo libro di poesie di Flavio Ermini, esce con le edizioni di Moretti&Vitali (2019) dopo nove anni dal precedente, Il compito terreno dei mortali (Mimesis).

In Edeniche viene a parola il darsi iniziale di un’età arcaica in cui il tempo ancora riposava, quale pura idea, in seno all’essere; un’età in cui l’indefinito era riconosciuto come profondo essere del tutto.

Il darsi iniziale ci parla della nascita degli esseri, una nascita alla quale nessuno si può sottrarre, così come nessuno può sottrarsi alla pena per la sorte che lo attende.

Edeniche ci narra della separazione degli esseri dalla sostanza indistinta e illimitata, in quanto destinati – quali esseri finiti e molteplici – alla contesa e al contrasto. Edeniche testimonia che è subentrato il conflitto là dov’era armonia.

L’essere come sostanza persiste, mentre i suoi stati variano. Ecco perché in queste poesie il pensiero tenta di schiudere il permanere che si trova a fondamento del tutto.

Il volume è disponibile in tutte le librerie.

Parlano di "Edeniche": Stefano Vicentini su L'Arena, Giorgio Mancinelli su La Recherche,  Ettore Fobo su Lankenauta, Giuseppina Rando su Tellus Folio, Laura Caccia su Trasversale, Antonio Delogu su Nazione Indiana, Enzo Minarelli sul suo blog, Vincenzo Guarracino su Avvenire, Francesco Roat su https://leggeretutti.eu/flavio-ermini-edeniche-configurazioni-del-princi..., Gio Batta Bucciol su Poesia, Elio Grasso su https://www.pulplibri.it/eden-o-del-possibile/, Carlo Ragliani su https://www.carteggiletterari.it/2020/01/21/icone-la-poesia-e-una-grazia..., Andrea Rompianesi su https://eneabiumi.blogspot.com/2019/07/flavio-ermini-edeniche-moretti-e-..., Giorgio Mancinelli su https://www.intertwine.it/it/read/0ZAnfZUg/edeniche, Bruno Di Pietro https://www.youtube.com/watch?v=A6SL-C8pLAE, Mario Famularo https://www.laboratoripoesia.it/destinati-a-perdersi-nel-tumulto-di-una-..., Susanna Mati su "L'Indice" https://www.anteremedizioni.it/susanna_mati_flavio_ermini_edeniche_confi..., Danilo Di Matteo su "L'immaginazione" https://www.anteremedizioni.it/edeniche_poesie_di_flavio_ermini di maggio/giugno 2020              

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