Fernando Lena, da “La profezia dei voli”, Archilibri 2016, nota di Rosa Pierno

La necessità di esporre l’irrapresentabile di una esperienza durissima trova un valido aiuto in uno stile preciso e in una sintassi piana e ferma, come se con tale armamentario stilistico si potesse guardare con maggior fermezza nelle pieghe purulente di una realtà che ha pochi confronti. Lena punta il timone con decisione verso il dolore per affondarvi il suo sguardo. Ma il suo sguardo non diviene mai un cliché, non è mai pietistico, avendo dalla sua la ragione di colui che parla del dolore poiché vi è immerso. Forse non è inverosimile che si possa superare qualcosa soltanto toccando il fondo. Il poeta riesce a darsi magnifici colpi di reni con sinestesie e metafore che rilanciano la possibilità di agganciare significati che riequilibrano una realtà che Lena sa esistere al di là del muro. Come Ulisse legato all’albero, affronta il terribile silenzio “incomprensibile” che tanta poesia odierna, immotivatamente invoca. Vedere la realtà frantumata, in zolle, come se un vomere vi avesse affondato la lama, va di pari passo con il vederla reintegrata attraverso la capacità autoriale di modellare uno stile che riesce a cogliere le drammatiche oscillazioni di una condizione esistenziale difficilissima.

 

XVII

Suor Adelaide da vent’anni

aspetta un miracolo

ne parla spesso con Dio

invocando una deriva dolce

per queste cavie

qualche anno fa

ha rischiato di morire

dopo essere stata aggredita

dal suo discepolo più giovane.

Per giorni è rimasta in coma

poi appena sveglia…con un sorriso

ha esclamato che Aversa

non sarà mai

il capoluogo dell’inferno.

 

XXI

Neppure una parola,

sono ormai cinque anni che Lisa

ha smesso di dirci

quello che la schizofrenia

mette in bocca a donne

fragili come lei.

Il suo tacito presente

fai fatica a comprenderlo

appena sai che è stata

in adolescenza un tenore,

se poi trema quando la musica

dei miei sguardi sfiora

i suoi ricordi … allora capisci

come mantenere l’ equilibrio

sul rasoio della creatività

diventa a volte una ferita corale.

 


Fernando Lena è nato a Comiso in Sicilia nel 1969 dove da un po’ di anni vive e lavora. È diplomato all’istituto d’Arte. Ha pubblicato diversi libri di poesia, il primo risale al 1995 con il titolo “E Vola Via”, edizioni Libro Italiano. Dopo un silenzio di quasi dieci anni ha pubblicato una piccola suite ispirata da otto tele del pittore Piero Guccione edita dalla Archilibri di Comiso e successivamente, sempre con lo stesso editore, una raccolta dal titolo “Nel Rigore Di Una Memoria Infetta”. Del 2014, per i Quaderni Dell’Ussero, è “La Quiete Dei Respiri Fondati”, edizioni Puntoacapo. “Fuori dal Mazzo”, libro d’arte, Edizioni fuori commercio, dell’anno 2016. Suoi testi e recensioni sono ospitati in diversi blog e riviste di poesia. Partecipa spesso in festival dove la contaminazione poetica si incontra con altre discipline artistiche.