Paolo Ferrari, una prosa inedita, premessa di Mara Cini

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Dietro ogni incedere, ogni passo, ogni cammino, c’è una geometria nascosta (a volte oscura).

Dietro ogni segno, ogni scrittura e riscrittura esiste il canovaccio “scientifico” del tempo, il suo disegno, tra strappi del corpo e cuciture della mente.

Dietro ogni oggetto, ogni porta ed ogni pietra esiste una tensione creata dalla presenza / partenza / assenza del “guardante”.

Libri sacri, strumenti musicali, partiture ma anche selciati, siepi e muri sono i supporti di sequenze di memoria, passaggi, indizi di un inciampo. Ora incendio. Ora polvere. Mara Cini

 

Memorie d’inciampo

Pietre d’inciampo nei luoghi dove sono stati deportati gli uomini per motivi politici o razziali

Le pietre d’inciampo sono un’operazione artistica di Gunter Demnig in memoria di cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’installazione in progress è partita da Colonia nel 1995; nell’anno 2010 già erano state installate 22000 pietre d’inciampo. La memoria consiste in una piccola targa d’ottone dalle dimensioni di un sanpietrino installato davanti alla porta della casa di un deportato. Su di essa sono incisi il nome delle persone deportate, l’anno di nascita, la data e il nome del luogo di deportazione e la data di morte.

 

II Memoria d’inciampo

La scrittura è simile a una partitura; in essa esiste lo svolgimento del tempo. Ma tale proprietà non vale per l’opera artistica, dice Giovanni di Puria. La scrittura, afferma Joseph, porta alla riscrittura del Giorno del Giudizio.

Oscurato
il potere delle chiavi.
La zanna governa
dai resti del cretaceo
contro l’attimo
mondiale.

(Celan)

 

Biografia di Paolo Ferrari