Aporie del politico. Note sul conflitto

Aristotele  Giambattista Vico 
Aristotele                                   Giambattista Vico

Karl Marx                 Thomas Hobbes
Karl Marx                                            Thomas Hobbes

Nel saggio [pdf 145KB] che Andrea Bellantone propone ai visitatori del nostro sito, viene svolta una riflessione approfondita e aperta sul conflitto come concetto fondamentale del politico, alla luce del quale si analizzano alcuni temi derivati (la differenza, il sacro, la rappresentanza, l'ansia, il corpo, la passione, la storicità, etc.) attualmente al centro del dibattito filosofico. Il testo, già apparso in lingua russa presso gli “Annali per il dialogo tra le culture” (Mosca, 2009) costituisce il nucleo centrale di un articolo che apparirà in lingua italiana sulla rivista “Iside”. La tematica alla quale questo saggio porta un importante contributo è “Eterotopie”, affrontata sul n. 58 di “Anterem” (giugno 1999),

Alessandro De Francesco. Vers un paradigme poétique

Per accostarsi compiutamente alla poesia che “Anterem” da trentacinque anni propone, è necessario essersi misurati con i poeti della grande tradizione europea e con il pensiero che riconosce le proprie radici nella scuola ionica fondata da Talete.

Tra i pensatori del Novecento i riferimenti obbligati sono Heidegger e Wittgenstein.

Heidegger e Wittgenstein
Heidegger
Wittgenstein

A questi autori Alessandro De Francesco (1) ha dedicato una relazione all’École normale supérieure lettres et sciences humaines, a Lione, nel corso del seminario “Méthodes poétiques” diretto da Éric Dayre. La relazione ha per titolo: Vers un paradigme poétique: de Heidegger à Wittgenstein. La tematica alla quale questo saggio porta un importante contributo è “Anacrusi”, affrontata sul n. 74 di “Anterem” (giugno 2007), numero introdotto da una riflessione di Blanchot: «L’anacrusi, presso i greci, è senz’altro un semplice preludio, per esempio quello della lira. Ma in alcuni esempi del diciannovesimo secolo si complica... L’anacrusi. Non una parola, appena un mormorio, appena un fremito, meno del silenzio, meno dell’abisso del vuoto; la pienezza del vuoto, qualcosa che non si può far tacere, che occupa la totalità dello spazio, l’ininterrotto, l’incessante, un fremito e già un mormorio, non un mormorio ma una parola, e non una parola qualsiasi, ma una parola chiara, giusta, alla mia portata».
 

(1)
Alessandro De Francesco (1981), poeta e performer, ha tenuto letture e conferenze in Europa e Stati Uniti. Ha tradotto Deguy, Roubaud, Ducros, Celan, Gräf. In Opera Prima (2008) ha pubblicato Lo spostamento degli oggetti. Suoi lavori in “Anterem” 75, 76, 77, 78, 79, 80.

Il n. 80 di “Anterem”

Il numero 80 di Anterem (giugno 2010)

È in distribuzione il numero 80 di “Anterem”. Inaugura una nuova serie della rivista, la sesta, con la quale si fa esplicito il proposito di enunciare e approfondire alcune questioni relative all’esperienza poetica del pensiero.

XXIV Edizione (2010) - Esiti del premio Prosa inedita

Premio di Poesia
Lorenzo Montano

V e n t i q u a t t r e s i m a  E d i z i o n e

immagine prosa
montano XXIV

Esiti del Premio
«Una prosa inedita»

XXIV Edizione (2010) - Esiti del premio Opera edita

Premio di Poesia
Lorenzo Montano

V e n t i q u a t t r e s i m a  E d i z i o n e

immagine Opera edita premio montano XXIV

Esiti del Premio

«Opera edita» 

XXIV Edizione (2010) - Premio Speciale della Giuria – Regione Veneto

Premio di Poesia
Lorenzo Montano

V e n t i q u a t t r e s i m a  E d i z i o n e

Sergio Givone

Motivazioni della Giuria

Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio a Sergio Givone, per gli intensi e preziosi esiti raggiunti con il suo lavoro filosofico e, in modo particolare, per la sua propensione ad affidarsi, nel suo cammino di conoscenza, al gesto narrativo. Il Premio viene attribuito a Givone perché con la sua opera dimostra di rivolgersi alla narrazione per dare vita a un racconto ulteriore, che promette un senso più lontano di ciò che è semplicemente “rivelato”; operando affinché la filosofia possa diventare, oltre che amore per il sapere, anche e soprattutto amore per il vivente.

Per tali motivi, all’autore viene riconosciuta, grazie alla decisiva partecipazione della Regione Veneto, la pubblicazione di una raccolta di riflessioni selezionate tra i suoi interventi “a viva voce”, riflessioni affidate dunque alla parola “detta” più che a quella scritta. Si tratta di pagine che ci restituiscono un’immagine del pensiero diretta e incisiva, connotata da una freschezza di linguaggio e immediatezza di espressione per molti versi inedite. Si tratta di riflessioni che sospendono la rassicurante forma saggistica giungendo ad aprirsi alle mobili strutture del racconto, all’emozione di una storia

L’opera ha per titolo Vivavoce. Filosofia e narrazione e viene edita nella collana “Itinera” di Anterem Edizioni. È introdotta da alcune riflessioni di uno dei più raffinati filosofi italiani, Umberto Curi, Ordinario di Storia della filosofia e direttore del Centro Interdipartimentale di Storia e Filosofia delle Scienze all’Università di Padova, che sottolinea come i testi raccolti in questo libro offrano “la felice opportunità di misurarsi col pensiero di Givone nelle diverse articolazioni che esso ha assunto da circa quarant’anni a questa parte: l’ineludibile Auseinadersetzung con gli autori a lui più cari, quali Dostoevskij e Kierkegaard, il ritrovamento di una linea di riflessione refrattaria a ogni addomesticamento dialettico, da lui denominata “pensiero tragico”, l’affondo su alcuni concetti cruciali, quali quelli di eros ed ethos, la sua costante attenzione per la narrativa, come soggetto stesso dell’indagine filosofica”.

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