Stefania Negro, poesia inedita, con una nota di Marco Furia

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Ondoso fluttuare  di risacca

esala di marine il profumo salmastro

e aleggia nel vento l’anelito del

tempo, ore comprese nel sole, nel fuoco

stellare e nel dissipar della luce

del buio notturno vertiginoso varco

verso l’altrove, universo dilatato

nell’erranza della coscienza. Siamo

fotoni, buchi neri, acqua che scorre, ortica

pungente, mirto inebriante, alterazione,

mutazione perenne, scivolando di continuo

nel qui ed ora sofferto e gioioso, lucido e

folle, amaro e sereno, vivido ed esangue

come un volo di farfalla dentro il

ventre della terra che genera e produce

e annichilisce nel buio scabroso

e nell’oro che riluce.

 

 

“tempo, ore comprese nel sole, nel fuoco

stellare e nel dissipar della luce”

è suggestiva pronuncia di un articolato componimento nel quale Stefania Negro contempla l’umana esistenza nel complesso divenire di un universo che, nonostante i grandi passi avanti compiuti dalla scienza, non ha certo perduto il carattere d’immenso, quanto intimo, enigma.

 

“Siamo

fotoni, buchi neri, acqua che scorre, ortica

pungente”

in “mutazione perenne”, in continuo, sempre rinnovato, movimento.

 

Questo tema, caro ai poeti, si arricchisce di tratti che a residui di gusto surrealista uniscono un’intensa carica evocativa perfettamente in grado, per via di precise ed efficaci immagini, di mostrare una condizione fonte di poetica meraviglia.

Mi riferisco, in particolare, a quel “volo di farfalla dentro il / ventre della terra”: qui un leggiadro e delicato dinamismo sembra svolgersi all’interno di un greve ammasso materico, ponendo in essere un contrasto in grado di suggerire come gli opposti possano convivere.

Non si tratta di mero talento provocatorio, bensì  dell’evidente intento di raggiungere un significato ulteriore per via di lineamenti linguistici inusitati eppure poeticamente validi.

Non manca quella cadenza descrittiva, quell’indugiare su un cenno per poi passare senza soluzione di continuità a un altro, quel ritmo che sulla brevissima tregua e sulla subitanea ripresa fonda la sua peculiare musicalità, non manca, insomma, quella tendenza alla descrizione sinfonica che già in altre occasioni ho con piacere riscontrato nei versi di Stefania.

 

 

Stefania Negro è nata a Lecce dove vive e lavora.

Autrice di saggistica filosofica e letteraria, di poesia, narrativa e testi per sceneggiature.

Ha pubblicato la raccolta poetica dal titolo “Fili di luce compresi negli archi del divenire” presso Cierre Grafica nella collana Opera prima nel 2007

Nel gennaio 2009 ha pubblicato con Anterem il saggio “Erranze nel divenire” .

Edita sempre da Anterem è la seconda raccolta poetica dal titolo “La geometria della luce” , maggio 2009.

La terza raccolta poetica è  “Risonanze” edita da Manni nel novembre 2010.

Collabora con riviste letterarie ( testi di poesia, narrativa e critica letteraria ). 

Organizza inoltre eventi culturali ed è ideatrice con Simone Franco ( attore e regista) del progetto Multidisciplinary art.