Silvia Favaretto, prosa inedita, con premessa di Mara Cini

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La lingua si forma nella gabbia del corpo. Un principio squisitamente fisiologico che di norma sembra sfuggire ai più. Ma quando e dove, precisamente, ha origine questa vocazione? Quando si nasce o non piuttosto quando si inizia a usare la lingua della madre e della propria comunità, quando ci si sporge sul mondo intenzionalmente con i propri pensieri?

Per Silvia Favaretto la lingua, come un embrione, si forma dentro. Come un embrione, a maturazione, si distacca . L’eco del distacco si prolunga nel tempo generando  nuovi richiami.

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