Vincenzo Lauria, dalla raccolta inedita “Dalìrium” (In Dalì’s rooms), nota di Laura Caccia

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Visioni d’altrove

Si nutre delle suggestioni delle opere di Salvador Dalì, in dialogo poetico con le stesse, la raccolta Dalìrium (In Dalì’s rooms) di Vincenzo Lauria. Propriamente in comunicazione diretta con l’artista, considerato dall’autore, in uno dei tanti giochi linguistici sparsi tra i testi, “mia Salvazione”, nel sentirsi parte delle visioni, o meglio delle ultra-visioni, che i suoi lavori spalancano sull’altro e sull’oltre, come leggiamo nei quattro testi bilingue che aprono la raccolta, a lui dedicati, nel colloquio con i suoi mondi e con le sue parole: “Attraverso la porta delle tue Visioni / la mente amplifica mondi…./ proiezioni multiple attendono / il non dove…/ immagini di altri Noi”. Così le immagini, multiple e in continua rifrazione, costellano i testi, nel loro intensificarsi, senza schemi razionali, in una erranza fluttuante: “Perché ti cerchi / se non c’è approdo? / E’ nel perdersi / - magico - un delirio”.

E se delirare è propriamente, dal suo significato etimologico, uscire dal solco, non è altro che a questo che veniamo condotti: nei fuori-immagine, nei fuori-cornice, nei fuori-confine, oltre l’apparenza, in quello che, per l’autore, è “il viver mio in un altrove”. Questo andare oltre appare caratterizzare la poetica di tutta la raccolta, in tensione continua verso una diversa realtà: “Accolti nell’inverosimile / sappiamo di un’altra dimensione / evocazione di un essere oltre misura”.

Ed è la dismisura a connotare la molteplicità delle proiezioni a cui assistiamo, in una tensione inarrestabile verso “l’estremo oltre”, protesa, nelle sue immagini vertiginose, ad un altrove collocato al di fuori della realtà e insieme nell’interiorità più profonda.

Il surreale sta dentro / nel forse capovolto / che sa di certezze altre”, dichiara l’autore, alla ricerca di ciò che appare inconoscibile e oscuro, per il quale occorre uscire dal controllo della ragione e tendere a livelli di pensiero e linguaggio più profondi e più veri: “Eppure basterebbe perdersi nell’imperdibile / e carpire l’incompreso / del non senso / andando a senso. / Lì in quel punto dell’impossibile / sta l’abbandono / il precipizio buono”. E proprio in questo la parola poetica, come l’arte, può riuscire ad esprimere la sua massima tensione: nella ricerca del vero oltre la realtà visibile.

In mano d’arte / sta la Poesia”, ci indica l’autore, nel cogliere quanto le due modalità tendano allo stesso fine: fare delle immagini e delle parole l’atto creativo che consenta di accedere all’impensabile, di avvicinarsi al senso delle cose, per quella, come scrive, “verità che è il ritrovarsi in arte”.

Una verità che Vincenzo Lauria ricerca, attraverso i suoi versi, nel delirio che conduce oltre, nella fluttuazione che non conosce confine, come dichiara: “Non poter immaginarsi diversamente / perché è in questo non confine / che giace / la meraviglia tutta / dell’essenza / essenza”.

 

Cieli

Esterrefatto all’abbandono

non batter ciglio

la fissità dello sguardo

rammenta

il viver mio in un altrove.

Tremante

ravvicinarsi

per un incontro nuovo

un toccarsi

per dita in punte,

un dir di parole mute

m’avvolge in quadro

e sono raffigurazione esterna

per quel che di me

è dato di( )svelarmi

sussurro a porte chiuse

intorno al cielo.

 

Gusci

In guscio

l’incubazione di un nuovo dove

traspare,

liquida costellazione

a farsi fissità stellare

un mangiarsi le carni

in autoriproduzione.

E’ nell’anelito la salvazione

un varcar la soglia

per non sapere dove.

Bruciano i tempi dell’infinito

e nel non bastarsi

si crepano le protezioni

viver d’altro di sé

in proiezioni.

 

Poesia

In coda al destino

è un’unica parola

a dir della magnificenza

del gioco.

Né mai vidi a sufficienza

per dir di tua grandezza

ché pure il tempo

si scioglie in alcunché

per passar dell'oltre.

 

In mano d’arte

sta la Poesia

e sedendo in te

l’ascolto

di pura voce

seduce.


Vincenzo Lauria, nato nel 1970, inizia la condivisione del suo percorso nel 2001 all’interno di “Stanzevolute” gruppo di 11 poeti selezionati da Domenico De Martino (collaboratore storico dell'Accademia della Crusca e docente universitario di Filologia Dantesca a Udine).

Dal 2010 collabora con Liliana Ugolini ai progetti multimediali Oltre Infinito, Oltre Infinito 2.0, OL3 Infinito, Oltre Infinito 4 (Le stanze della mente). Dal 2012 Collabora con l’Associazione Multimedia91- Archivio Voce dei Poeti.

Ha partecipato a più di 40 reading e stampato in proprio 4 sillogi.

“Teatr/azioni” è stata pubblicata, con prefazione di Laura Caccia, da Puntoacapo nel 2018.

Riconoscimenti:

    Mar 18: Premio “I Murazzi” 7° edizione è tra i 26 selezionati con la raccolta inedita “L’In/cubo di Rubik”

    Lug 17: Premio Lorenzo Montano 31° edizione è tra i 5 finalisti con la raccolta inedita “Teatr/azioni”

    Giu 17: Premio Letterario Casentino 42° edizione è tra i finalisti e riceve il Premio Speciale della Giuria con la raccolta inedita “Alberi Improbabili”

    Set 16: Premio Casa Museo Alda Merini I edizione è tra i 20 finalisti con la raccolta inedita "INF – INFernità IN Fieri

    Lug 16: Premio Lorenzo Montano 30° edizione segnalazione per la raccolta inedita "Oltre Infinito scritta con Liliana Ugolini

    Giu 16:  Premio Nazionale Elio Pagliarani II Edizione - la silloge inedita Teatr/azioni è tra le 9 semifinaliste.

    Giu 16:  Premio Internazionale Città di Como – III Edizione: la videopoesia FEDRA (in 3 minuti) è tra le 3 selezionate (video: Vincenzo Lauria, musiche: Tommaso Pedani, testi: Liliana Ugolini, voce: Gaia Nanni)

    Mag 16: Festival Visioni Shakespeariane 2016 selezione e proiezione del video blob OFELIA – (Rilettura)”, testi poetici di Liliana Ugolini, Montaggio video: Vincenzo Lauria.  

    Nov 15: Premio Lorenzo Montano 29° edizione segnalazione ricevuta per la raccolta inedita "Le stanze della mente scritta con Liliana Ugolini