Fernando Della Posta, dalla raccolta inedita “Gli anelli di Saturno”, nota di Laura Caccia

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Alchimie d’inciampo

Quasi seguendo le orme del dio della rigenerazione, nella raccolta Gli anelli di Saturno Fernando Della Posta pare mosso dall’esigenza di uscire da asfissie e indifferenze, di trovare altri spazi oltre le apparenze, come dichiara nel testo di apertura, fino ad “ascoltare lo scroscio di cascate che non si vedono … / erodere il contrafforte / con la discesa al baratro… / Incontrare i folli / di queste vastità… / dimenticare i sunti dei sentieri più battuti”.

Una rigenerazione che prevede il superamento dei confini e delle limitazioni e che richiede l’assunzione della sofferenza quale modo di possibile rinascita. E che necessita, all’interno di una raccolta molto concentrata sulle vicende terrene, di fare i conti con il senso del dire, chiedendosi cosa sia poetico e cosa sottenda confrontarsi con la ricerca estetica, rispetto alle connesse connotazioni etiche.

Per cui se, da un lato, “si deve fare / dell’impoetico il poeticissimo, / estrarre la bellezza da tutte le cose”, dall’altro è forte la tensione tra il senso del bello e lo stato di pena: “quella bellezza / che a notarla ci vuole una certa noncuranza / per la sofferenza / che pochi dimostrano di avere / e che spesso può sapere / d'impietoso guardare”.

Allora, come si colloca la parola poetica? Fino a che punto può portarci a seguire le meraviglie del cosmo e della natura e fino a che punto costringerci a fare i conti con le esperienze terrene dell’umano?

Scrive l’autore: “Il gioco del poeta è saltellare / da una nuvola all'altra del cielo / cercando l’inciampo dell’ingiuria / che riporta a terra”, dove, nell’insieme di stati onirici e di dura realtà, può trovare “quella voce / come unica, incandescente luna di salvezza”.

Vi è come un girare intorno al reale rimanendo in sospensione, quasi a ricordarci gli anelli di Saturno, quando leggiamo come per l’autore vi siano “imprevedibili alchimie / che tengono salde le cose” e come gli sia necessario porsi “nei luoghi dei passaggi di stato / non appartenere né all’uno né all’altro / per fare di tutte le fioriture / un’epifania”.

Vi sono, però, anche l’urto, l’inciampo, l’esigenza di rovesciare le certezze, di capovolgere le apparenze. Siano esse legate alla realtà o agli assiomi del pensiero. Siano esse legate alla percezione di sé o all’idea dell’altro in una rifrazione continua che mette in evidenza gli opposti, poiché “spesso noi non siamo altro / che l’altro di noi stessi”.

Scrivere è ritrovarsi in una casa altra” allora, possiamo affermare con l’autore, soprattutto uscire da noi stessi, urtare negli ostacoli e negli impedimenti che possono rendere autentica ogni parola poetica: “Poesia non fa sconti.”, come ci indica Fernando Della Posta, “Il noi che resta imprigionato / dentro poche pennellate / si avvale soprattutto / del diritto d’inciampare”.

 

Dalla sezione “Spazio profondo”

 

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Stare nei luoghi dei passaggi di stato

non appartenere né all’uno né all’altro

per fare di tutte le fioriture

un’epifania. Un gioco pericoloso:

le corsie preferenziali possono tradire

e i trivi possono fare da falsa prigione,

ma si può scoprire
che non esiste un tradimento più dolce.


 

Dalla sezione “Gli anelli di Saturno”
 

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Essenza del punk (trick or treat?)

Il punk non è poesia
ma la poesia contiene il punk.

Il punk vero non è punk. Solo quando è vero, è poesia.

La sua motivazione è un grande inganno
ma un inganno assestato col cuore.
 

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marcoPolo con scrittura cammellare

cercò di attraversare
il fiume alla chetichella

ma vi cadde con un tonfo sonoro.

Tu, come tuo solito
non ti voltasti in tempo.

Poesia non fa sconti.
Il noi che resta imprigionato

dentro poche pennellate
si avvale soprattutto
del diritto d’inciampare.


Fernando Della Posta è nato nel 1984 a Pontecorvo in provincia di Frosinone, è laureato in Scienze Statistiche, vive a Roma e lavora nel settore informatico. Si interessa di poesia e fotografia. La poesia per lui è il manifestarsi di un pensiero vitale comune che, immancabilmente, si fa spazio nelle destrezze quotidiane degli uomini, in ogni luogo e in ogni epoca. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nel 2011 è arrivato tra i finalisti al concorso di poesia “Ulteriora Mirari” nella sezione silloge poetica inedita; nel 2014 ha ricevuto una menzione d’onore al premio di poesia e teatro “Città di Valenzano” e si è classificato secondo al premio nazionale di poesia “L’incontro – Salice d’oro”; nel 2015 è stata selezionato per la pubblicazione al concorso “Pubblica con noi 2015” di Fara Editore ed è risultato tra i finalisti del concorso letterario "Sistemi d'Attrazione", legato al festival "Bologna in lettere 2015", nella sezione dedicata a Pier Paolo Pasolini; nel 2016 si classifica tra i segnalati al premio letterario “Ponte Vecchio” nella sezione “Saggistica”, vince il concorso “Stratificazioni: Arte-fatti Contemporanei” legato al festival letterario di Bologna in Lettere 2016 nella sezione B poesia inedita a tema libero, ottiene una menzione al XXX premio Montano per la silloge inedita e ottiene il secondo posto nella poesia inedita al premio letterario “L’albero di Rose” di Accettura in provincia di Matera. Nel 2017 si è classificato secondo nella sezione poesia a tema sulla città di Roma e ha ottenuto la menzione d’onore nella sezione poesia a tema libero al premio “Divagazioni D’Arte”, ha ottenuto una menzione speciale al XXXI premio Lorenzo Montano nella silloge inedita e ha vinto il Premio Nazionale Poetika nella sezione silloge inedita. Numerose solo le sue recensioni e le sue sillogi reperibili su diversi blog letterari come Neobar, di cui è redattore, Words Social Forum, Viadellebelledonne, Poetarum Silva e Il Giardino dei Poeti. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie “L’anno, la notte, il viaggio” per Edizioni Progetto Cultura e, sempre in poesia, nel 2015 "Gli aloni del vapore d'Inverno" per Divinafollia Edizioni e nel 2017 “Cronache dall’Armistizio” per Onirica Edizioni.

“Gli anelli di Saturno” è diventato libro nel 2018, presso Ensemble Edizioni.