Settembre 2013, anno X, numero 20

Alessandro De Francesco, ‚ÄúRidefinizione‚ÄĚ, La camera verde 2011

ancora discendendo si immette giù per il tubo una

clessidra di vene e la sacca che potrebbe contenere

tutti ma prima è necessario liberare i fatti dalle cause

sta guardando il paesaggio dal treno in galleria

somiglia alla polvere come se fosse possibile tornare

nel vano scale bianco sul pianerottolo vuoto

passavamo dal parco premevamo l’interruttore

l’ingresso di finto legno illuminato a timer un

lavoro di emersione

 

Paolo Ruffilli, ‚ÄúAffari di cuore‚ÄĚ, Einaudi 2011

Il letto

 

Il letto per l’amore

è un campo di battaglia

del mistero:

vi dura la pace

nella guerra e nel conflitto,

più si è morti

più si vive meglio

da risorti

e, colpendo,

ognuno

vuole essere trafitto.

Il sacro vi si infanga

e si bestemmia,

salvato

nel suo essere violato.

Chi cattura

vuol farsi prigioniero

e la ragione è sempre

di chi ha torto.

Qualsiasi arma

Antonio Pietropaoli, ‚ÄúDissezioni‚ÄĚ, O√®dipus 2011

Dissezioni

 

dapprima si verifichi il grado di tolleranza

alla discussione, alla critica, alle intemperanze.

poi si prendano le misure più adeguate,

le posizioni più opportune – mai al centro

della scena, piuttosto ai margini, in angolo

(da dove si domina la scena).

ci si disponga quindi ad osservare

interloquire rimuginare interagire,

come tra perfetti estranei.

infine si proceda al primo affondo

un’incisione netta, qui, dove non circola

Luigi Fontanella, ‚ÄúBertgang. Fantasia onirica‚ÄĚ, Moretti&Vitali 2012

Solo restai con me stesso

e di lontano mi trafisse un grido

come uno sghignazzo d’un uccello nero

che volava sopra le rovine. Per terra

era rimasto un quadernetto (un pegno, forse?)

dimenticato da Gradiva. Lo sfogliai

trepidante guardando i disegni a matita

della Pompei antica e di colpo pensai

nulla si dimentica

senza una nascosta ragione.

 

 

 

Marco Ercolani, ‚ÄúSentinella‚ÄĚ, Carta bianca 2011

Disegno sul muro con temperini spuntati, città inutili e favolose,

composte di nuvole o di foglie. Di quelle città, dove sono sveglio

e dove dormo, sono io la sentinella.

Le vedo, circondano il precipizio: sono montagne reali.

Non conoscere le risposte e non comprendere le domande: sapere.

Ogni realtà rinvia a realtà ulteriori, tangibili come la polvere nell’aria.

Se la luce che arriva sul foglio fosse tanto forte da cancellare le parole...

 

 

 

Francesco Marotta, ‚ÄúEsilio di voce‚ÄĚ, Smasher 2011

scrivi strappando chiarori di pronome

dalla voce la luce malata

che s’innerva al rantolo

di un verbo scrivi con lo stilo

di ruggine che inchioda l’ala

nel migrare anche la morte

che sul foglio appare dal margine

di sillabe di neve s’arrende alla caccia

al sacrificio necessario

dell’ultima lettera superstite

 

 

 

Primerio Bellomo, ‚ÄúPrimo vere‚ÄĚ, Enchiridion 2011

prossima l’alba

cede al giorno la notte

al chiaro il sonno

 

si smemora nel vento

al primo verde il bosco

 

 

*

 

s’apre al mondo ed è

già fiore aria vento

ed ombra il muschio

 

lutto e segreta gioia

il lasciarsi accadere

 

 

 

Gian Maria Annovi, ‚Äú kamikaze‚ÄĚ, Transeuropa 2011

brilla corpo-kamikaze:

stella avariata

spunta le dita dei passanti

le falangi per aria

in un volo armato di

colombe

(tutto il mondo è bombato)

che nel balzo ti inclina

la schiena

che ti sbalza la pelle

di costole / di vertebre

che piombi acceso sul selciato

 

 

 

Settembre 2013, anno X, numero 20

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Rosa Pierno, presente nella redazione di “Anterem” dal 1992, ci propone un itinerario poetico attraverso i finalisti dell’edizione 2012 del Premio Lorenzo Montano per la sezione “Opera edita”.

La sua attenzione critica si è soffermata su Gian Maria Annovi (“Kamikaze”, Transeuropa 2011), Primerio Bellomo (“Primo vere”, Enchiridion 2011), Francesco Marotta (“Esilio di voce”, Smasher 2011), Marco Ercolani (“Sentinella”, Carta bianca 2011), Luigi Fontanella (“Bertgang”, Moretti & Vitali 2012), Antonio Pietropaoli (“Dissezioni”, Oèdipus 2011), Paolo Ruffilli (“Affari di cuore”, Einaudi 2011), Alessandro De Francesco (“Ridefinizione”, La camera verde 2011).

Ogni poeta viene qui presentato, oltre che con la nota teorica di Rosa Pierno, con un testo esemplare tratto dalla raccolta.

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