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Questo spazio online raccoglie scritti di autori e critici sulla poesia Il 5 per mille ad Anterem sul CUD 2012Un'importante opportunità per Lei che ama la poesia, la filosofia e l'arte La restituzione![]() Ci sono momenti in cui ci si sente di dare, di condividere, di restituire non per obbligo, per dovere, per colpa, ma perché si riconosce che ciò che si ha è il frutto di ciò che si è ricevuto, che ciò che si possiede è stato generato assieme, in relazione con gli altri. Si restituisce allora per riconoscenza, per gratitudine, mettendo a disposizione ciò che si ha e che si è: competenze, tempo, cura, denaro… La confezione del proponibile
Questo saggio di Franco Riccio, La confezione del proponibile, delinea l'epilogo di una ininterrotta analisi, condotta dall’autore a partire dal '68 con "La classicità greca e la condanna dell'uomo" e successivamente con la ricerca del suo gruppo di lavoro in "Il camaleonte e l'iscrizione". NotiziaChrista Wolf, nata nel 1929, scrittrice tedesca tra le più significative del Novecento, è scomparsa il primo dicembre 2011.
Tra i suoi libri, Riflessioni su Christa T. (1973), Il cielo diviso (1983). Premio nazionale della D.D.R. per l’arte e la letteratura. Rare e preziose le poesie, tradotte in Italia da Anna Chiarloni e Ida Travi sui numeri 56 (giugno 1998) e 59 (dicembre 1999) di “Anterem”. ANTEREM Abbonarsi è facile Evidenza
La redazione di Anterem consiglia di leggere nel Web queste pagine: • un'intervista a Flavio Ermini negli studi di Radio Vaticana • in Russia, Nataliya Babayan has finished her translation of Peter Carravetta's "Ipotesi sulla genesi di una Poetica Cosmografica" by Madison Morrison • una scelta di testi poetici di Giorgio Bonacini introdotta da un saggio di Marco Ercolani • il nuovo sito Trasversale di Rosa Pierno • un testo critico di Alessandra Pigliaru Tesi di laureaNicola Meneghini
Tesi di laurea su Tu sei soltanto in allarme di Ida Travi Radiodramma
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Arte moderna come tradizione?![]() Il Secolo XX ci aveva abituati bene! Partito dal Cubismo, dal Futurismo e poco dopo dal Dada quel secolo non finiva di coinvolgerci in inaspettate avventure: tanto è vero che la novità e l’originalità (sempre rivoluzionarie e trasformatrici) divennero per l’arte (come per la poesia e la musica) un valore assoluto, e quasi inderogabile per il giudizio critico, persino oltre il giudizio di qualità. A partire dal 2000, e forse anche prima, la convinzione che “ormai sia stato detto già tutto” ha cominciato a privare il fruitore dell’affascinate (e folle) piacere di una metamorfosi da considerarsi (biologicamente) perpetua. Da più di una decina d’anni perciò le Biennali veneziane (ma ciò vale anche per altre grandi esposizioni, per esempio Kassel), sono sommerse da un eclettismo quasi ossessivo: ma perso il valore della novità, questa non è poi una valenza disprezzabile, se si tien conto del confuso (nei casi migliori con-fuso) contesto globalizzante nel quale viviamo. Il dinamismo del segno è stato travolto dal dinamismo della vita. Forse questo momento, paradossalmente di conservazione almeno nel campo dell’arte, riferibile a quella che potremmo chiamare la tradizione del Novecento, ci obbliga a districarci nel labirinto asistematico delle idee e dei segni ritornando all’antica misura della qualità di ogni singolo artista. Robert Storr, critico e organizzatore famoso, direttore di questa 52° Biennale, cosciente del coinvolgimento di ogni progetto creativo nella globalizzata e multietnica realtà del mondo presente, ha voluto dare largo spazio all’arte africana e asiatica (Cina e India in particolare). Questa scelta, oggi indubbiamente doverosa, ha tuttavia sacrificato, o emarginato, alcuni progetti segnici più strettamente formali e poetici. I paesi, in numerosa quantità presenti, secondo il criterio adottato da Storr sono, in gran parte, tragicamente tormentati da vicende sociali e belliche che sembrano lontane da un’arte che venga dall’intimo e primigenio senso (nel senso di sensuale) dell’origine e della essenzialità. Vale a dire che una forte necessità ideologica (per altro pure assai confusa) sollecita ricerche piuttosto sociologiche se non addirittura politiche. Cosicché l’arte passa dalla visione del profondo, alla accettazione della superficalità della comunicazione, sovente retorica e talvolta mistificante. L’operazione artistico-poetica rischia di ridursi a manifesto, a bandiera, mimando infine proprio la metodologia che dovrebbe avversare: il dominio dei media. Prova di ciò, per esempio, è la scultura concettuale dell’argentino León Ferrari, dal titolo “La civilización occidental y cristiana”: cristo è crocefisso alla croce di un jet carico di missili. E’ vittima, oppure diviene simbolo asservito a una violenza – il continente afro-americano vive da secoli questa tragica dismisura - che “non può non dirsi anche cristiana”? Numerosissime sono le opere (su tela, su pannelli, in scultura, in installazioni e video-tape) che seguono questa strada, ovviamente legittima a livello etico e sociologico: Paolo Canevari (italiano, uno dei pochi italiani presenti) con il suo filmato di un ragazzo che fra le macerie gioca al calcio con un teschio umano; Nedko Solakow (bulgaro) che espone un campionario di armi da combattimento; Kara Walker (statunitense) racconta con ombre cinesi la storia di una violenza su di un bambino; Tomer Ganihar (israeliano) rappresenta la feroce e scientifica tortura di manichini antropomorfi; Emily Prince (statunitense) con foto e schedari, con nome cognome età origine, ‘informa’ su una immensa parete della tragedia dei giovani americani uccisi in Iraq; e così via. Non mancano comunque opere più meditate e affidate ad ambiguità segniche pregnanti, pittoriche e concettuali. Adel Abdessemed (algerina) ripete più volte lungo i padiglioni dell’Arsenale la scritta al neon blu “Exil”: suggerisce con un mezzo semplicissimo la tragica condizione di molti popoli, e di molti individui. Svetlana Ostapovici (della Repubblica di Moldova) con l’installazione “Identificazione” fa uscire una maschera, che via via diventa un volto, da un muro infuocato. ![]() Svetlana Ostapovici, Identificazione, 2007. Mosaico pittorico, particolare. Nalini Malani (pakistana) dipinge metamorfosi favolistiche fra mito e dramma… Ma qui ci si deve fermare… Vanno comunque citati alcuni maestri della generazione degli anni ’30: Gerhard Richter (tedesco) con i suoi musicali pannelli a olio dedicati a John Cage; Herbert Brandl (austriaco) con i suoi enormi pannelli dai dinamici, gestuali, impasti colorifici. Per questa strada (nostalgica?) si reincontra affascinati Emilio Vedova, al quale la Biennale, e famosi artisti, dedicano grandi spazi (fuori sede, all’Isola di Sant’Erasmo). ![]() Gerhard Richter, Cage (6), 2006. Olio su tela, particolare. Dopo anni di assenza assurda e ingiustificata torna il Padiglione Italiano. Anche qui nessuna novità, Due artisti. Giuseppe Penone, scultore, ormai un ‘maestro’ dell’arte povera del secondo Novecento: oltre quarant’anni di coerente ricerca sulle piante, il bosco, il ruscello, nella fluenza della linfa, nel calco della materia naturale. Il più giovane Francesco Vezzoli, invece, cede sì alla maniera, ma non a una sua esclusiva maniera: riprende – espressività rivisitata ormai da decenni – l’accumulo ripetitivo di immagini in movimento ossessivo, di frastuoni, il tutto (ovviamente) simbolico della nostra globalizzata perdita di identità individuale.Naturalmente non è tutto qui. C’è molto d’altro. Va invece segnalato per la sua lapalissiana banalità il titolo dato a questa 52° edizione: Pensa con i sensi / senti con la mente. D’accordo per lo sguardo alla tradizione, ma l’ingenuità di questo obsoleto riferimento psicologico-sensitivo poteva esserci risparmiato! Gio Ferri Gio Ferri è poeta, poeta visivo, grafico, critico d’arte e letteratura. Fondatore nel 1983 e condirettore, con Gilberto Finzi e Giuliano Gramigna, della rivista “Testuale, critica della poesia contemporaneaâ€. Fra le sue opere poetiche più recenti, per Anterem Edizioni, il primo e il secondo libro de L’assassinio del poeta.
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Tutti i tag di AnteremNovità editorialiÈ ancora disponibile il numero 83 di “Anterem” (dicembre 2011). Novità editorialiÈ uscito il n. 49 di
il testo integrale si può scaricare dal sito oppure è possibile ordinare la rivista nella sua forma Novità editorialiNella collana “Limina” di Anterem Edizioni esce Intus, la seconda opera poetica di Fiorangela Oneroso.
Con questo libro, del quale anticipiamo alcune poesie per i nostri lettori, l’Autrice “si è tuffata nel fondo abissale dell’inconscio collettivo dell’umanità ed è venuta a dire a noi l’oscurità luminosa da cui proveniamo”, come Tiziano Salari sottolinea in un’intensa interpretazione critica. Novità editorialiNella collana “Narrazioni della conoscenza” diretta da Flavio Ermini, l’editore Moretti&Vitali pubblica Per immagini. Esercizi di ermeneutica sensibile di Giampiero Moretti.
Novità editorialiSoglie, un libro di Franco Rella
In occasione della XXV edizione del Premio Lorenzo Montano, il riconoscimento “Opere Scelte” – speciale e fuori concorso – è destinato dalla Giuria a Franco Rella, per l’intenso lavoro di riflessione e ricerca svolto sull’intersezione tra pensiero poetico e pensiero filosofico (...) Novità editoriali
Per le Edizioni Kolibris è uscito il nuovo libro di Ranieri Teti: Entrata nel nero. È un libro che trasuda buio quello di Ranieri Teti, spuria essenza di notte che condensa per consentire alla luce di piovere più autentica e forte, più feroce e ardente. Novità editorialiNella collana “Narrazioni della conoscenza” diretta da Flavio Ermini, l’editore Moretti&Vitali pubblica Il libro delle somiglianze di Edmond Jabès.
Il libro è curato e tradotto da Alberto Folin. La prefazione è di Vincenzo Vitiello. La postfazione è di Flavio Ermini. Novità editoriali
Nella collana “Le forme dell’immaginario” di Moretti&Vitali è uscito l’atteso nuovo libro di poesia di Ida Travi: Tà. Poesia dello spiraglio e della neve. Novità editoriali![]() Sono stati pubblicati da QuiEdit gli Atti della giornata di studio dedicata dalla Biblioteca Civica di Verona e da Anterem a “Lorenzo Montano e il Novecento Europeo. Gli interventi qui riuniti sono di Giorgio Barberi Squarotti, Flavio Ermini, Gio Ferri, Claudio Gallo, Maria Pia Pagani, Tiziano Salari. Curatore degli Atti è Agostino Contò, a cui si deve l’introduzione al volume. Novità editorialiPer le edizioni Mimesis è uscito il nuovo libro di poesia di Flavio Ermini. Ha per titolo Il compito terreno dei mortali, ed è accompagnato da un saggio di Vincenzo Vitiello.
Il volume costa 8,00 euro e si trova nelle migliori librerie, oppure può essere ordinato alla casa editrice: ordini@mimesisedizioni.it |