La poesia del pensiero

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Raccolta Anterem

Intervista con Flavio Ermini a cura di Antonio Ria

 

RSI / Radiotelevisione svizzera – Rete 2.

Geronimo Filosofia del 15 gennaio 2013, ore 11.36 (replica ore 00.00)

 

Flavio Ermini è stato intervistato da Antonio Ria il 15 gennaio 2013 negli studi di Milano della RSI / Radiotelevisione svizzera – Rete 2. Nuclei centrali dell’intervista sono stati: il suo ultimo libro Il secondo bene (Moretti&Vitali, 2012) e la poetica della rivista “Anterem”.

L’intervista si può ascoltare collegandosi a questo link:

http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/geronimofilosofia/2013/01/15/poesia-pensiero.html#Audio

 

Per affrontare il dialogo tra poesia pensante e pensare poetante – in una parola: la poesia del pensiero – occorre situare storicamente e geneticamente il rapporto fra poesia e filosofia: da Socrate a Leopardi; dall’àpeiron di Anassimandro (l’arché, il senso primigenio delle cose) a Hölderlin. Ma com’è possibile coniugare la poesia del pensiero con la vita concreta? «Ciascuno di noi – risponde il poeta e saggista Flavio Ermini – è gettato nel tempo ed è condannato a vivere. Il che vuol dire riconoscere che siamo solo un punto tra i tanti, una particella impersonale in un universo sterminato. Il nostro compito è prenderne coscienza attraverso la parola e l’esercizio del pensiero». Sono questi i presupposti per corrispondere al “compito terreno dei mortali”, secondo Ermini. Che in trasmissione presenta il suo ultimo libro Il secondo bene. Saggio sul compito terreno dei mortali, edito da Moretti&Vitali, che fa esplicito riferimento, fin dal titolo, alla sua precedente opera poetica Il compito terreno dei mortali. Poesie 2002-2009, pubblicata da Mimesis.

Ermini è anche direttore della Rivista di ricerca letteraria “Anterem”: il numero 85, del dicembre 2012, ha per titolo L’irriducibile al sé, ed è dedicato all’“atto del dire”, cioè alla responsabilità di mantenere la parola in cammino, che – come scrive Flavio Ermini nell’editoriale – «significa renderla irriducibile al sé, consentendo in tal modo la piena apertura all’essere, così com’è: nella sua evidenza, senza alterazioni».

Volumi e rivista che si concentrano tutti sul rapporto fra poesia e filosofia, poesia-essere, irruzione poetica dell’essere, non solo a livello teoretico, ma anche in dialogo vitale e concreto con la realtà. Non solo quindi, come scrive Ermini nel citato editoriale, «c’è un valore di verità fortissimo nell’esperienza poetica», ma anche: «La parola deve aiutare i mortali che abitano “poeticamente” il mondo a giungere… al capovolgimento del mondo, ad anticipare l’umanità a-venire».