Marzo 2023, anno XX, numero 54

Angela Passarello, “Oiseau di Hanoi”

La strana figura se ne stava immobile, come di cosa inanimata, somigliante a una foglia autunnale spezzata . Avrebbe potuto essere, o, forse, lo era, farfalla diurna, in preghiera, davanti all'ingresso di Bach Ma, l'antico tempio buddista. Pareva da sempre cosa, incollata nell'aria, vicina ai numerosi sandali, lasciati davanti all'ingresso dai visitatori. Non dava cenni di respiro, di cosa viva. Nessun rumore o sussurro avrebbe potuto destarla dalla sua fissità. Presenza priva di peso, quasi inesistente.

Mara Cini sulla prosa inedita “Oiseau di Hanoi” di Angela Passarello

Le note biografiche dell’autrice dicono che Angela Passarello è artista visiva e poeta e che molto ha prodotto scrivendo, dipingendo, lavorando la creta, testimoniando con il suo lavoro un impegno di viva partecipazione agli accadimenti “del mondo”, siano essi eventi quotidiani, memorie, figure naturali o brevi illuminazioni fantastiche.

E certo occorre dare uno sguardo ai suoi lavori per dire qualcosa che inquadri la brevissima prosa vincitrice del “Montano 2020”, Oiseau di Hanoi.

Federico Federici, “L’intero della neve” (7 profili innevati da Narbona)

dal centro di un seme
l'intero bosco spinge

luce, nella luce che permane
preme, nel peso dell'origine

un impasto d'ordine e materia
sulle siepi gli aghi della galaverna

nervi esili di mondo, filamenti
inerti per il fine dello spazio

e corpuscoli sterrati intorno
e, indurite sotto coltri di poltiglia,
scaglie, scorie, spore, polveri
di tralci d'edera riscossi

Tiziana Gabrielli e Sofia Demetrula Rosati sulla poesia inedita “L’intero della neve” di Federico Federici

La luce dell’origine precede l’epifania dell’intero. L’intero è la neve, “un impasto d’ordine e materia” sui sette profili alpini di Narbona. La neve, nell’opera di Federici, si fa partitura di una sinfonia naturale mitica e fiabesca, contraddistinta da un respiro panico, orfico. Logico e stoico.

Francesco Bellomi, brani originali per i vincitori 2020: Federico Federici, Angela Passarello, Anna Chiara Peduzzi, Italo Testa

L’arte compositiva di Francesco Bellomi approfondisce sempre più le opere. Sempre più rappresenta un’altra prospettiva del testo…

Mario Famularo su Mario Novarini

Un testo che ha l’aspetto esteriore del sonetto, quello di Mario Novarini, che non si traduce però in un ozioso esercizio di stile, come è possibile notare dalla scelta opportuna di preferire le assonanze alle rime in più di un’occasione, o un’accentuazione non canonica in diversi endecasillabi, che consentono un andamento meno cantilenato.

L’utilizzo dell’inarcatura, infine, realizza una dinamica dei versi caratterizzata da un andamento ondulatorio e non monocorde.

Diego Terzano sulla poesia inedita finalista di Mario Novarini, “Il risveglio dell’amante”. Con un inedito dell’autore

Il risveglio dell’amante (cui religas comam?)

 

Non sarà rivelato il suo segreto,

se all’alba appare come fresca rorida

bianca rosa carnosa o come morbida

pèsca intatta per arcano decreto

 

di qualche poco invidïosa complice

divinità; ma so che in un piovoso

pomeriggio di noia con grazioso

gesto raccolse i capelli in un triplice

 

nodo, una piccola treccia sinuosa

sulla curva del collo. Era rivolto

Loredano Matteo Lorenzetti, saggio, “Il suono dell’immensità”

“Sta come un pesce
che ignora l’oceano
l’uomo nel tempo”

Kobayashi Issa

“La vita reale è
soltanto il riverbero
dei sogni dei poeti”

Stendhal

1.

L’ingegnoso orecchio d’un telescopio ha udito il primo segno sonoro con cui l’universo ha manifestato il suo realizzato, ambizioso, desiderio d’immensità.

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