Aprile 2019, anno XVI, numero 43

Lella De Marchi, dalla raccolta inedita “Bianca”, nota di Giorgio Bonacini

Se il bianco è il colore che li contiene tutti, allora il nome eponimo che agisce in queste pagine, non può non contenere in sé tutte le moltitudini di senso che la poesia riverbera in una voce. Infatti, nella dichiarazione di poetica che apre il poemetto, Lella De Marchi ci informa su tutto ciò che Bianca è e non è, riassumendo ogni metamorfosi nel progetto e nel desiderio di un’opera che “parla come parla un’intenzione, al fondo di tutto le cose, prima di tutte le cose”.

Riccardo Deiana, dalla raccolta inedita “La bellissima fanciulla”, nota di Laura Caccia

A distanza d’amore

 

Si muovono tra la leggerezza e il dolore i versi della raccolta La bellissima fanciulla e altre poesie di Riccardo Deiana. Tra armonia e ustione, incanto e strazio, bellezza e pena.

Maria Grazia Calandrone, da “Il bene morale”, Crocetti, 2017, nota di Rosa Pierno

Un ago che serra i bordi di cose distanti come il “cuore molto bianco che in realtà rimanda alla nostra mente” lavora alacremente nei testi poetici di Maria Grazia Calandrone per ricondurre ciò che è sparso disordinatamente in un medesimo insieme. L’unione è nel cuore delle cose, ecco dunque che bisogna cercare l’essenza di ogni oggetto naturale per trapassare, tramite analogia, al corpo umano e in tal modo inserirlo - non più dunque visto come corpo estraneo alla natura - nel ritmo pulsante di un onnicomprensivo elemento.

Rinaldo Caddeo, una prosa inedita “Il silenzio dei deportati”, nota di Davide Campi

Quando il poeta entra nella storia, da poeta, con tutti i sensi aperti, con tutte le parole portatrici di pensiero, con la conoscenza, riesce in un sussurro penetrante a dire con forza di tremendi silenzi.

Quasi sottovoce, in un lascito testamentario.

Simone Burratti, da “Progetto per S.”, Nuova Editrice Magenta, 2017, nota di Flavio Ermini

Questo libro rappresenta un uscire sbattendo la porta. Un piegare con la forza i propri pensieri nel tempo e nel luogo della poesia, così distante dall’autismo omologato che caratterizza l’età moderna fin dal suo inizio.

È necessario un sempre più vigile senso di responsabilità nei confronti dell’essere umano.

Daniele Barbieri, dalla raccolta inedita “cuore amore dolore”, nota di Giorgio Bonacini

La poesia e l’amore da sempre intrecciano i loro cammini e si potrebbe anche pensare che siano nati insieme: quando la parola ha sentito che quel sommovimento psicofisico ha avuto necessità di dirsi. E da qui, il sovvertimento del comune senso di intelletto ed emozione, verso una trasformazione mai fissata e spesso sfuggente, si è legato alla sua pronuncia significante.

Viola Amarelli, da “Il cadavere felice”, Edizioni Sartoria Utopia, 2017, nota di Flavio Ermini

 

L’impossibilità di mettere a fuoco le cose, e definirne i contorni e i particolari, si rivela come luogo d’incontro con il sé.

Si esplicita in un peculiare gioco di specchi e di cornici mobili. Impone al lettore di abbandonare lo stato d’immobilità e di lanciarsi in avanti, perché la chiave del pensiero va sempre trovata nella fluidità dell’erranza.

Aprile 2019, anno XVI, numero 43

ANTEREM
RIVISTA DI RICERCA LETTERARIA
 

Aprile 2019, anno XVI, numero 43

Prosegue in questo nuovo numero la pubblicazione degli autori che hanno caratterizzato l’edizione 2018 del Premio Lorenzo Montano, tutti presentati dall’intera redazione di “Anterem”: una bellissima istantanea scattata a una significativa parte di recente poesia italiana.

Il lavoro del Premio intorno alla poesia e alla prosa, attraverso opere edite e inedite, pone un’altra pietra nell’edificazione di uno spazio che continuerà a rimanere disponibile e aperto a tutti: la sua dimensione, in continua evoluzione, è testimoniata dall’ultima pagina di questo numero di “Carte nel vento”.

Andiamo avanti, con la 33^ edizione del “Montano” che scade il 15 aprile: scarica il bando

In copertina: Giorgio G. Adami, a sinistra “Astract”, a destra “Pittura paesaggio”; olio e smalti su carta.

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