RicercaCarte nel VentoIl 5 per mille ad Anterem sul CUD 2012Un'importante opportunità per Lei che ama la poesia, la filosofia e l'arte Bando del Premio Lorenzo MontanoANTEREM PREMIO DI POESIA
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Gio Ferri, Varianti, Un saggio interpretativoPrima di riaffrontare, seppure in un breve discorso su alcuni testi recenti, l’affascinante problema delle varianti, credo che possa essere utile concordare una differenza terminologica fra variante, modifica d’autore e variazione sul tema. L’idea classica di variante si perfeziona nel tempo (in particolare nei tempi moderni) in quel procedimento filologico-testuale di cui sono stati testimoni critici e storici diversi studiosi dell’ultimo secolo: vanno ricordati fra i maggiori Gianfranco Contini e Maria Corti. La loro ricerca affonda nel ricchissimo humus in particolare della poesia (e della letteratura in generale) che va dagli antichi più antichi (per i quali prima di parlare di studio delle varianti si deve prestare attenzione alle ricostruzioni filologiche), agli autori più moderni fino alla metà del secondo Novecento. Questo esteso periodo storico è caratterizzato dalla scrittura manuale, dal lavoro di interpretazione e copiatura degli amanuensi, e ancora dalla stampa a caratteri mobili. Le varianti, quindi, per lo più, riguardano gli errori di scrittura, di stampa e di trascrizione. Il più recente straordinario lavoro di ricostruzione per questi generi di varianti è l’ultima (2001) edizione critica della “Dantis Alagherii Commedia” (di cui ad oggi non si possiede l’autografo) sulla quale per oltre vent’anni, appoggiandosi a una bibliografia immensa e sovente inedita, ha operato Federico Sanguineti. Chi abbia voglia di confrontare con questa alcune precedenti famose edizioni (Barbi-Scartazzini-Vandelli, Petrocchi), solamente leggendo il canto primo dell’Inferno troverà non meno di una trentina di varianti, alcune delle quali sono determinanti per la verifica testuale fino a modificare talora le stesse strutture metriche dei versi e delle terzine. Le varianti in corso d’opera (che riguardano in particolare la poesia degli ultimi due secoli) possono definirsi modifiche d’autore la cui ricerca si riferisce essenzialmente agli autografi (Maria Corti fondò per l’appunto con Cesare Segre la rivista “Autografo”, e l’archivio d’autografi della Università di Pavia). Questo materiale suggerisce una certa perplessità di giudizio: per quale motivo l’autore – che non raramente addirittura ripudia certe sue opere prime e no – dopo la pubblicazione a stampa, conserva l’autografo variamente da lui corretto? Vuol dare contezza della progressione del suo lavoro creativo? Di qui perciò la constatazione di un diverso genere di variante, che può definirsi variazione sul tema. Quando l’autore ritenga l’ipotesi utile all’arricchimento della propria espressività. *** Queste, in parte risapute, considerazioni non sono affatto estranee alla lettura dei testi di quattro autori qui pubblicati. Credo si possa affermare che Pierno, Guglielmin, De Francesco producano essenzialmente delle variazioni sul tema. Diverso, come vedremo, il discorso per la Cini. Comunque sia anche di queste variazioni si può prendere atto con estremo interesse insieme psicologico e testuale, per cogliere un processo creativo estremamente aperto: del quale sovente non si possono notificare particolari preferenze di passaggi. Voglio ribadire che, a mio avviso, ci si trova di fronte ad alcuni prodotti in sostanza finiti. Come avviene per le variazioni musicali su di un tema (per esempio dal pianoforte alla orchestrazione, alla suite), o per le opere artistiche seriali (si pensi per esempio alle innumerevoli stesure di Picasso per il tema Le bambine e le colombe da Velasquez, e ai cavalli e cavalieri di Marini). *** Rosa Pierno in Ciò che resta del corpo punta indubbiamente, fra la prima e la seconda versione, ad una più sintetica, stringente, secca testualità, sebbene la prima non lamenti particolari inestetismi rispetto alla seconda: Stefano Guglielmin presenta due testi in forma variante e in forma definitiva, e una sequenza di varianti senza forma definitiva. Alessandro De Francesco. Fra i diversi testi mi sembrano particolarmente interessanti quelle variazioni sul tema (ancora così le definirei) de la luce pomeridiana. Si tratta di quattro stesure in diverse epoche, dal 1999 al 2006: la circostanza temporale potrebbe denotare una lenta modificazione dello stile e della poetica formale dell’intero lavoro dell’autore. Verso una ricerca minimalista. Ancora una volta leggiamo poesie in gran parte compiute su di un unico pre-testo che riferirei (classicamente) alle visioni del demone del meriggio. Entro l’estraniante modificazione onirica delle immagini. Il demone giunge nell’aria immobile, approfittando del rilassamento nel momento del riposo pomeridiano. Mara Cini con le sue due brevi poesie ci riporta invece alle modifiche d’autore. Ciò in quanto – secondo tradizione – ci fa scoprire anche l’autografo, donandoci il piacere visivo di quella metamorfosi della scrittura che rivela anche il lavorìo della mano, del corpo. Piacere visivo che passa dalla contorsione del segno e del senso alla purezza della pagina stampata. Come dal caos si giungesse alla chiarità della lapidaria parola-luce, entro l’infinitezza del bianco. Apprendiamo in effetti di alcune dialettiche contrapposizioni: Aprile 2007 Gio Ferri è poeta, poeta visivo, grafico, critico d’arte e letteratura.
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NovitĂ editorialiÈ in distribuzione il numero 83 di “Anterem” (dicembre 2011).
È dedicato al dire poetico quale «casa ospitale in cui nominazione e indicibile possono sostare, in un tenersi insieme dei differenti: nel loro contraddirsi e nel loro opporsi», come sottolinea nell’editoriale di Flavio Ermini. NovitĂ editorialiNella collana “Narrazioni della conoscenza” diretta da Flavio Ermini, l’editore Moretti&Vitali pubblica Il libro delle somiglianze di Edmond Jabès.
Il libro è curato e tradotto da Alberto Folin. La prefazione è di Vincenzo Vitiello. La postfazione è di Flavio Ermini. NotiziaChrista Wolf, nata nel 1929, scrittrice tedesca tra le più significative del Novecento, è scomparsa il primo dicembre 2011.
Tra i suoi libri, Riflessioni su Christa T. (1973), Il cielo diviso (1983). Premio nazionale della D.D.R. per l’arte e la letteratura. Rare e preziose le poesie, tradotte in Italia da Anna Chiarloni e Ida Travi sui numeri 56 (giugno 1998) e 59 (dicembre 1999) di “Anterem”. NovitĂ editorialiNella collana “Limina” di Anterem Edizioni esce Intus, la seconda opera poetica di Fiorangela Oneroso.
Con questo libro, del quale anticipiamo alcune poesie per i nostri lettori, l’Autrice “si è tuffata nel fondo abissale dell’inconscio collettivo dell’umanità ed è venuta a dire a noi l’oscurità luminosa da cui proveniamo”, come Tiziano Salari sottolinea in un’intensa interpretazione critica. NovitĂ editorialiSoglie, un libro di Franco Rella
In occasione della XXV edizione del Premio Lorenzo Montano, il riconoscimento “Opere Scelte” – speciale e fuori concorso – è destinato dalla Giuria a Franco Rella, per l’intenso lavoro di riflessione e ricerca svolto sull’intersezione tra pensiero poetico e pensiero filosofico (...) Opera vincitrice
Mariangela Guàtteri si aggiudica con Stati di Assedio la sezione storica del Premio Lorenzo Montano “Raccolta inedita - Biblioteca Civica di Verona”. L’opera viene pubblicata da Anterem Edizioni, con una premessa di Giorgio Bonacini e la postfazione di Federico Federici. Qui anticipiamo l’incipit dell’opera e riportiamo quanto scrive Gian Maria Annovi sul "Manifesto". NovitĂ editoriali
Per le Edizioni Kolibris è uscito il nuovo libro di Ranieri Teti: Entrata nel nero. È un libro che trasuda buio quello di Ranieri Teti, spuria essenza di notte che condensa per consentire alla luce di piovere più autentica e forte, più feroce e ardente. NovitĂ editoriali
Nella collana “Le forme dell’immaginario” di Moretti&Vitali è uscito l’atteso nuovo libro di poesia di Ida Travi: Tà. Poesia dello spiraglio e della neve. NovitĂ editoriale
Nella collana “Narrazioni della conoscenza” diretta da Flavio Ermini per Moretti&Vitali esce Essere e abitare,l’ultima opera saggistica di Tiziano Salari . Il libro si articola in forma dialogica, si svolge in ventisette serate e pone cruciali interrogativi sulla questione della verità e dei rapporti tra poesia e filosofia, come Ermini sottolinea nella prefazione NovitĂ editoriali![]() Sono stati pubblicati da QuiEdit gli Atti della giornata di studio dedicata dalla Biblioteca Civica di Verona e da Anterem a “Lorenzo Montano e il Novecento Europeo. Gli interventi qui riuniti sono di Giorgio Barberi Squarotti, Flavio Ermini, Gio Ferri, Claudio Gallo, Maria Pia Pagani, Tiziano Salari. Curatore degli Atti è Agostino Contò, a cui si deve l’introduzione al volume. NovitĂ editoriale
Nella collana “Narrazioni della conoscenza”, diretta da Flavio Ermini per l’editore Moretti&Vitali, è uscito il nuovo volume di Lucio Saviani: Voci di Confine. Il libro è stato presentato recentemente a Caserta, dove Luigi Lo Cascio ha letto pagine dell’opera e ha dialogato con l’autore. NovitĂ editorialiPer le edizioni Mimesis è uscito il nuovo libro di poesia di Flavio Ermini. Ha per titolo Il compito terreno dei mortali, ed è accompagnato da un saggio di Vincenzo Vitiello.
Il volume costa 8,00 euro e si trova nelle migliori librerie, oppure può essere ordinato alla casa editrice: ordini@mimesisedizioni.it |