Febbraio 2007, anno IV, numero 6

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Carte nel Vento

 

periodico on-line 
 del Premio Lorenzo Montano

 

a cura di Ranieri Teti

 

Chi opera rimane un navigatore senza compagni: conclude così Ermini il suo intervento, di fatto d’accordo con Char che dice “sotto l’armonica autorità d’un miracolo a tutti comune, il destino particolare s’adempie fino alla solitudine”. Nel momento in cui viene pubblicata, resa pubblica, la poesia non solo entra direttamente in una relazione, pone anche in relazione con il mondo esterno il suo autore. Ma la modalità di questi avvenimenti, in una sorta di traslato ossimoro, è la solitudine. Non potendo il poeta ignorare, conferma Bonacini, che alla fine si torna a noi: alla nostra collettività individuale.

In questa “relazione solitaria” siamo anche avvolti da un’inconfessabile destinazione nera: se la notte precede ciò che è, come osserva Marchetti, il poeta vede per primo che ci sono solo tenebre intorno alla poca luce che lo distingue, finché uno sguardo esterno non riesca a illuminarle per contrasto. La poesia, suggerisce Roberto Esposito, “è la fonte unica di quello sguardo”. Condanna e salva.

Con il sesto numero di “Carte nel Vento” si entra nelle profondità, nel fondo oscuro dell’invenzione letteraria e artistica, per passare, attraverso alcuni testi esemplari tratti dal vicino passato del Premio Lorenzo Montano, nella lingua che crea per pensare altrimenti. Artista o poeta è colui che tenta di dare una forma alle cose del pensiero, scrive Cini.

L’ itinerario che si snoda comprende altre fermate, altri approfondimenti: nel vivo dell’attualità poetica, nelle riflessioni sulla videoart e sulla poesia al tempo di internet, e nella memoria di chi ci ha lasciato, ma lasciando più di un’impronta.

Ranieri Teti