Ranieri Teti

Biennale Anterem

La Biennale di Poesia, promossa e organizzata dalla rivista “Anterem”, offre ai poeti un’occasione pubblica d’incontro davanti a una platea qualificata di studiosi e appassionati.

Carte nel Vento

Carte nel Vento

 

on-line della Biennale Anterem di Poesia
e del Premio Lorenzo Montano

 

a cura di Ranieri Teti

 

on-line della Biennale Anterem di Poesia e del Premio Lorenzo Montano

XXIV Edizione (2010) - Esiti del premio Prosa inedita

Premio di Poesia
Lorenzo Montano

V e n t i q u a t t r e s i m a  E d i z i o n e

immagine prosa
montano XXIV

Esiti del Premio
«Una prosa inedita»

XXIV Edizione (2010) - Esiti del premio Opera edita

Premio di Poesia
Lorenzo Montano

V e n t i q u a t t r e s i m a  E d i z i o n e

immagine Opera edita premio montano XXIV

Esiti del Premio

«Opera edita» 

Biografia di Sergio Givone

Sergio Givone
Sergio Givone

Nato a Buronzo (Vercelli) l’11 giugno 1944, ha studiato a Torino sotto la guida di Luigi Pareyson, discutendo con lui nel 1967 una tesi sulla ricezione contemporanea del pensiero di Pascal. Dal 1976 al 1983 è stato docente di Estetica all’università di Perugia, prima come incaricato e poi come ordinario (dal 1980). Dal 1984 al 1991 ha insegnato la stessa disciplina all’università di Torino e successivamente in quella di Firenze. Nel 1983-84 e nel 1986-87 è stato borsista Humboldt presso l’università di Heidelberg. Ha tenuto conferenze e cicli di lezioni in numerose università straniere, fra cui la Autonoma di Madrid, la Sorbona di Parigi, la Standford University e l’università di Tokyo. Dal 2006 al 2009 è stato Pro-rettore dell’ateneo fiorentino. Ha pubblicato: La storia della filosofia secondo Kant (1972), Hybris e melancholia (1974), William Blake (1978), Ermeneutica e romanticismo (1983), Dostoevskij e la filosofia (1984), Storia dell’estetica (1988), Disincanto del mondo e pensiero tragico (1989), La questione romantica (1992), Storia del nulla (1995), Eros/ethos (2000), Il bibliotecario di Leibniz (2005). Si è dedicato anche alla narrativa, pubblicando tre romanzi: Favola delle cose ultime (1998), Nel nome di un dio barbaro (2002) e Non c’è più tempo (2008). Questo esito della sua attività intellettuale trova spiegazione nell’idea di filosofia come interpretazione di qualcosa che non è mai realtà oggettiva ma semmai evento, racconto, narrazione. Donde un’attenzione e quindi un’attenzione costante e privilegiata alla letteratura, che a un certo punto gli si è presentata non solo come oggetto di riflessione, ma addirittura come soggetto, come attività da esercitare in proprio. In ciò è largamente riconoscibile l’influenza esercitata sul suo pensiero dalle scuole di Torino (Pareyson) e di Heidelberg (Gadamer).

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